frigidità sessuologia psicologiaCon il termine frigidità si fa riferimento ad una bassa libido, o assenza di desiderio sessuale nelle donne.

Quando si parla di “frigidità” si fa riferimento ad una totale assenza di desiderio sessuale, caratterizzata da una carenza o incapacità permanente, temporanea o occasionale di risposta sessuale femminile all'eccitamento.

La mancanza di piacere sessuale è per lo più di origine psicologica; il termine è stato utilizzato fino ad oggi per indicare, genericamente, vari problemi sessuali femminili, dall'assenza di orgasmo al disinteresse per il sesso o, in senso denigratorio per definire una persona come emotivamente fredda (frigida).

Gli studi che sono stati condotti sulla frigidità hanno identificato alcune delle possibile cause sottostanti la perdita di libido nelle donne.

Tra queste vi sono:

  • Ragioni psicologiche: la maggior parte delle volte l'ansia o la paura sviluppate a causa di molestie sessuali o conflitto con il partner rendono una donna riluttante al sesso.
  • Cause fisiche: tra le diverse ragioni fisiche gli ormoni svolgono un ruolo vitale nell'attività sessuale; un livello ormonale alterato durante la gravidanza, la menopausa, la carenza di vitamine e altre condizioni influisce in modo significativo sul desiderio sessuale di una persona.
  • Malattie gravi: le malattie a trasmissione sessuale, il diabete, le disfunzioni della ghiandola pituitaria possono causare una diminuzione della lubrificazione vaginale causando frigidità.
  • Rapporti sessuali dolorosi: molto donne mostrano riluttanza al sesso a causa della loro precedente esperienza dolorosa dovuta alla mancanza di lubrificazione, infezioni pelviche o vaginali e posizioni sessuali scomode.
Nel tempo, il termine è andato modificandosi, e attualmente lo si potrebbe far rientrare in quella che il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) ha denominatoDisturbo del desiderio e dell'eccitazione sessuale femminile.

Essendo una condizione complessa, la causa può essere rintracciata in una molteplicità di fattori, tra cui biologico, sociale, psicologico, ambientale e relazionale.

La comorbidità può presentarsi con il disturbo dell'umore e dell'ansia, attacchi di panico, depressione, fobie e disturbo bipolare.

Ciò che però viene spesso trascurato è il ruolo che un ricordo o un segreto può svolgere nell'inibire qualunque forma di godimento sessuale.

Ad esempio, le relazioni extraconiugali o le preoccupazioni possono inibire il ciclo di risposta sessuale.

Rispetto ai sintomi legati al disturbo del desiderio e dell'eccitazione sessuale femminile, il DSM-5 specifica una completa mancanza o significativa riduzione dell'interesse o dell'eccitazione sessuale.

Viene diagnosticata quando sono presenti tre o più dei seguenti sintomi. Questi includono: assenza di un interesse nell'attività sessuale, o una decisa riduzione di esso; assenza di pensieri o fantasie erotiche o di qualunque tipo di pensiero sessuale; la donna non è propensa ad intraprendere rapporti sessuali con il partner e non mostra alcun senso di piacere durate gli stessi.

Questi sintomi devono persistere per un minimo di sei mesi e causare un disagio significativo nella vita della paziente.

Inoltre, non esistono prove di una causa fisica, biologica o indotte da sostanze per tale condizione.

Il problema può essere permanente, ossia essere presente sin dall'inizio della vita sessuale, o acquisito, cioè subentrato dopo una fase di vita sessuale normale.

La sua gravità oscilla su un continuum che va da lieve, a moderato o grave. Prima di una diagnosi finale, si raccomanda di invitare la paziente a sottoporsi ad un esame fisico completo per assicurarsi che la fonte del problema non sia fisiologica.

Dovrebbero essere presi in considerazione risultati anormali dell'esame obiettivo o sospette comorbidità.

Questo può richiedere un intervento farmacologico, e dovrebbe verificarsi prima di eventuali raccomandazioni inerenti la psicoterapia.

Come precisato, la prima analisi riguarda un completo esame fisico e tutte le eventuali raccomandazioni mediche devono essere tenute in considerazione.

Tuttavia, lo sviluppo e l'aderenza ad uno stile di vita più sano può migliorare un certo numero di condizioni sessuali, nelle quali rientra il disturbo del desiderio e dell'eccitazione sessuale femminile.

È sempre una buona idea ridurre o rinunciare all'uso di sostanze come alcool, nicotina, caffeina e assunzione di farmaci; quest'ultima dev'essere effettuata sotto la supervisione del medico.

Il fumo può influenzare direttamente la libido in quanto limita il flusso di sangue agli organi sessuali e diminuire così l'eccitazione.

Anche l'attività fisica è un “ascensore” naturale dell'umore che può aumentare la resistenza; entrambi sono importanti per tutte le aree della vita di una persona compresa l'attività sessuale.

L'attività fisica combatte anche lo stress che si pone come inibitore di una vita sessuale attiva e appagante.

La cosa più importante è però quella di mantenere una comunicazione aperta con il partner sessuale.

Le donne sono spesso imbarazzate nel discutere di sesso e questo aspetto, preso singolarmente, potrebbe rappresentare la radice del problema.

Altrettanto importante è creare un programma che consenta alla coppia di passare del tempo insieme da soli e lontani dalle distrazioni.

Solitamente si consiglia anche la psicoterapia; gli appuntamenti non dovrebbero essere annullati a favore di qualche decisione dell'ultimo minuto per perseguire altre attività.

La terapia è infatti fondamentale, e di solito richiede sessioni individuali e, separatamente, anche di coppia. 

Ciò che è importante in terapia è cercare di smantellare gli aspetti fortemente autocritici che le donne con disturbo del desiderio e dell'eccitazione sessuale sviluppano nei confronti di sé stesse.

Rispetto al partner, è fondamentale aiutarlo a comprendere come la situazione richieda impegno, pazienza e sostegno per il processo di cura e guarigione.

Più nello specifico, il trattamento del disturbo del desiderio e dell'eccitazione sessuale femminile è complesso in quanto raramente vi è un singolo fattore causale che può essere identificato come la ragione centrale del problema; questo è inoltre aggravato dal fatto che ci sono poche opzioni terapeutiche praticabili.

La ragione di ciò può essere ricondotta al fatto che esistono poche ricerche sull'argomento e anche una limitata esperienza nel suo trattamento.

Il trattamento dovrebbe infatti iniziare con l'educazione del paziente; spesso le donne non sanno cosa e come esprimersi, pertanto potrebbe essere meglio iniziare ad educare il paziente sull'anatomia genitale femminile come precursore dei rispettivi interventi psicoterapeutici o psico-sessuologici.

Dal punto di vista ginecologico, sarebbe importante che il medico fornisca tutte le informazioni necessarie in modo che la paziente possa vedere i reperti fisici normali e anormali, facilitando così una discussione sulle basi fisiologiche del funzionamento sessuale.

Il trattamento di pazienti che soddisfano i criteri per il Disturbo del desiderio e dell'eccitazione sessuale femminile richiede un approccio individualizzato che includa una combinazione tra terapia sessuologica, interventi cognitivo-comportamentali, farmacoterapia e/o rimedi per concomitanti condizioni mediche o psichiatriche.

La terapia comprende spesso l'educazione su come ottimizzare la risposta sessuale nel corpo, i modi per migliorare l'intimità con il proprio partner e le raccomandazioni per leggere materiali o esercizi di coppia.

Infine i trattamenti farmacologici possono essere opzioni per il trattamento di bisogni fisiologici, squilibri o disturbo sintomatici e comprendono solo una parte della gestione complessiva delle pazienti con disturbi sessuali femminili.

 

Bibliografia

  • American Psychiatric Association. (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). Arlington, VA: American Psychiatric Publishing.
  • Brotto, L.; Petkau, A.; Labrie, F.; Basson, R. (2011). Predictors of sexual desire disorders in women.The journal of sexual medicine, Vol. 8, Iss. 3, pp. 742 – 753.

 

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 

 

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