Disturbo dell'orgasmo femminile anorgasmia

Con il termine di Disturbo dell'orgasmo femminile o Anorgasmia si fa riferimento alla mancanza e/o assenza di orgasmo, intesa come difficoltà o incapacità a raggiungere l'orgasmo. 

Il termine anorgasmia viene spesso confuso e sovrapposto erroneamente con quello di “frigidità” che, nella forma totale, presuppone anche l'assenza di desiderio sessuale.

Attualmente, il termine anorgasmia, seguendo la classificazione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5, 2013) rientra nella categoria delle disfunzioni sessuali e prende il nome di Disturbo dell'orgasmo femminile.

È una disfunzione sessuale che influenza circa il 42% delle donne ad un certo punto della loro vita.

In accordo al DSM-5, il disturbo dell'orgasmo femminile o anorgasmia è caratterizzato da un significativo cambiamento nell'orgasmo che può riguardare un ritardo di esso, una riduzione della sua intensità o la cessazione definitiva.

Sebbene non sia stata identificata nessuna causa, il disturbo dell'orgasmo femminile è stato associato a problemi relazionali, stress, depressione, ansia, assunzione di farmaci e condizioni mediche croniche.

Il DSM-5 specifica che i cambiamenti inerenti la riduzione dell'intensità, il ritardo o l'assenza di orgasmo devono durare da almeno sei mesi e non essere correlati ad altri problemi fisici, mentali o relazionali.

Per alcune donne, il cambiamento problematico nell'orgasmo si verifica infatti dopo un periodo normale di attività sessuale; per altre donne, la condizione è invece permanente, ossia presenta sin dal primo rapporto sessuale.

In alcuni casi, il disturbo può verificarsi solo in determinate situazioni o specifici partner sessuali ma non persistere in altre; per altre donne, invece, la condizioni persiste in tutti gli incontri sessuali. Ogni donna risponde a questa condizione in modo diverso; alcune sperimentano alti livelli di sofferenza, mentre altre sono solo leggermente infastidite.

La presenza di sofferenza e stress è necessaria per una corretta diagnosi del disturbo dell'orgasmo femminile.

Uno studio ha rilevato che più della metà delle donne sposate riporta problemi di orgasmo o eccitazione. Di queste, più di tre quarti hanno riferito di essere soddisfatte delle loro relazioni sessuali.

Cause del disturbo dell'orgasmo femminile

Il disturbo dell'orgasmo femminile è complesso e non è stata identificata una singola causa; tuttavia, il DSM-5 asserisce che diversi fattori possono contribuire al disturbo.

In primo luogo, i problemi dei partner possono essere correlati a tale disfunzione sessuale. Una donna il cui partner ha problemi sessuali o di salute può subire un'interruzione dell'orgasmo. Allo stesso modo, i problemi relazionali possono contribuire.

Le circostanze che si presentano all'interno di una relazione di coppia come ad esempio litigi continui, abuso, scarsa comunicazione e incomprensioni o differenze riguardanti l'intimità e la soddisfazione sessuale possono portare a problemi sessuali di questo tipo.

Lo stress può anche influenzare il desiderio sessuale nonché l'orgasmo. Le donne che soffrono di stress estremo per una varietà di circostanze presenti nella loro vita possono sviluppare anorgasmia.

Le vulnerabilità personali possono anche contribuire al disturbo dell'orgasmo femminile. Questi includono una storia personale di abuso sessuali, un'immagine corporea negativa, ansia o depressione.

Contribuiscono anche fattori psicosociali come l'attitudine al sesso, le opinioni religiose, l'esperienza sessuale ed il livello di istruzione.

Il disturbo dell'orgasmo femminile può anche essere causato da condizioni fisiche, malattia o farmaci. 

Malattie croniche come una cardiopatia, problemi alla tiroide, asma, diabete, sclerosi multipla e condizioni pelviche sono correlate positivamente con il disturbo dell'orgasmo femminile.

Inoltre diversi farmaci sono associati a disfunzione sessuale; in particolare quelli che inibiscono l'orgasmo sono antidepressivi, antipsicotici, stabilizzatori dell'umore, trattamenti per il cancro e farmaci cardiovascolari.

Si sospetta inoltre una componente genetica, poiché l'ereditabilità varia dal 34% per le difficoltà nel raggiungere l'orgasmo durante il rapporto sessuale, al 45% per raggiungere l'orgasmo attraverso la masturbazione.

Tuttavia, poiché molte donne non sono a conoscenza delle storie sessuali dei loro familiari, questa posizione è controversa.

Uno studio australiano del 2011 ha esaminato l'eccitazione sessuale, l'attività sessuale e l'orgasmo in un campione di 2.914 gemelle adulte per misurare i tassi di orgasmo durante una varietà di attività sessuale.

Lo studio ha rilevato che la genetica, oltre a diversi fattori tra cui lo stato sociale, l'occupazione, la malattia infantile, il numero di partner della vita e l'età della prima esperienza sessuale non hanno avuto un impatto significativo sul disturbo dell'orgasmo femminile.

Prevalenza del disturbo dell'orgasmo femminile

Dopo il disturbo da desiderio sessuale ipoattivo, il disturbo orgasmico femminile è il disturbo sessuale più comune tra le donne. Circa il 28% delle donne negli Stati Uniti, in Sud America ed in Europa soddisfano i criteri per il disturbo dell'orgasmo femminile.

In Asia, la prevalenza raggiunge il 46%; in altri paesi, la prevalenza è sconosciuta a causa dei limiti culturali inerenti la discussione di questioni sessuali nella popolazione femminile.

Comorbidità

 Esiste un alto livello di comorbidità tra il disturbo dell'orgasmo femminile e altre disfunzioni sessuali. Il 31% delle donne con diagnosi di anorgasmia ha anche difficoltà nella fase di eccitazione sessuale.

Un'altra metà delle donne ha anche problemi di lubrificazione, desiderio, dolore o vaginismo. L'ansia è un altro disturbo diagnosticato in più di un quarto delle donne che soddisfano i criteri per l'anorgasmia.

Una propensione generale all'ansia può portare ad un'ansia sessuale, che si ripercuote sull'esperienza sessuale inibendo così l'orgasmo.

La depressione è anche comunemente associata a disfunzione sessuale; più della metà delle donne con disturbo dell'orgasmo femminile soddisfano anche i criteri per la depressione.

Trattamento

Sebbene l'anorgasmia sia un disturbo complesso, sono disponibili diverse opzioni di trattamento efficaci.

Poiché i problemi relazionali sono spesso presenti nelle donne con diagnosi di disturbo dell'orgasmo femminile, la terapia di coppia è un intervento efficace. Durante la terapia, il paziente ed il partner hanno la possibilità di rafforzare le abilità comunicative, l'ascolto, la riflessione, l'espressione emotiva e la risoluzione dei conflitti.

Nei casi in cui la donna viene trattata individualmente, si raccomanda la collaborazione del partner. Quando i pensieri e le emozioni dolorose sono presenti in una donna con diagnosi di anorgasmia, la terapia cognitiva-comportamentale può affrontare efficacemente queste preoccupazioni per ridurre i sintomi.

Nei casi in cui sia presente inesperienza o disagio sessuale, si raccomanda un training focalizzato sulla masturbazione.

Questo approccio dura in genere da 4 a 16 settimane; durante il training di masturbazione diretta, i pazienti vengono gradualmente esposti alla stimolazione genitale e possono incorporare giochi di ruolo, fantasie sessuali e vibratori per facilitare l'orgasmo.

Questa tecnica è estremamente efficace, con il risultato che il 90% apprende modalità attraverso cui raggiungere l'orgasmo durante il trattamento.

Per le donne la cui disfunzione sessuale deriva dall'incapacità di concentrarsi o rimanere “nel momento” durante l'attività sessuale, la pratica dello yoga e la mindfulness sono interventi efficaci.

Per le donne la cui disfunzione sessuale si è sviluppata durante o dopo la menopausa, il trattamento ormonale è spesso utile in combinazione ai trattamenti comportamentali.

 

Bibliografia

  • American Psychiatric Association. (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). Arlington, VA: American Psychiatric Publishing.

  • Laan, E., Rellini, A.H.& Barnes, T. (2013). Standard operating procedures for female orgasmic disorder: Consensus of the International Society for Sexual Medicine. The Journal of Sexual Medicine. 10(1):74-82

 

 

Articolo a cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 

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