un adolescente su sette pratica il sextingUn adolescente su sette riferisce di praticare il Sexting, di inviare i cosiddetti “sext”, e uno su quattro li riceve, secondo un recente studio pubblicato nella rivista JAMA Pediatrics e condotto su un campione di 110.000 adolescenti da tutto il mondo.

Il Sexting è un fenomeno noto come la condivisione di immagini e video sessualmente espliciti tramite internet o dispositivi elettronici come gli smartphone.

Il Sexting, poiché tende a coinvolgere i più giovani, ha generato una considerevole attenzione da parte dei media, con titoli di notizie che avvertono principalmente dei pericoli annessi al fenomeno.

Nel gennaio di quest'anno, la polizia di Chateauguay, vicino a Montreal, ha lanciato una campagna denominata “Sexts porn”rivolta a studenti di età compresa tra i 12 ed i 17 anni.

Nel Regno Unito, le forze di polizie hanno avvertito i genitori che potrebbero essere processati se i loro figli inviano immagini indecenti tramite cellulare.

Naturalmente molti genitori sono preoccupati, ma ciò che bisogna chiedersi è se il Sexting è consensuale?

Ragazzi e ragazze partecipano allo stesso modo

Secondo stime recenti, il sexting nell'ultimo decennio è in aumento, e questo è in linea con la rapida crescita della disponibilità degli smartphone.

Il sesso adolescenziale, d'altra parte, è in declino nell'ultimo decennio. Il team dei ricercatori ha quindi condotto una meta-analisi della letteratura, concentrandosi su 29 studi che riguardavano il fenomeno del Sexting nella popolazione di adolescenti a livello internazionale tra il 2009 ed il 2016.

Abbiamo scoperto che circa il 15% degli adolescenti inviava messaggi sessualmente espliciti”.

Nel frattempo circa il 41% degli adolescenti ha rapporti sessuali, secondo un rapporto del 2018 del Centers for Disease Control and Prevention negli Stati Uniti.

Prove considerevoli suggeriscono che il sexting degli adolescenti è legato al comportamento sessuale.

Anche gli adolescenti più grandi, cioè quelli che sono più vicini all'ingresso nell'età adulta, sono coinvolti più spesso in questo fenomeno rispetto a quelli più giovani.

Presi insieme, non sorprende che i ragazzi più grandi abbiano più probabilità di fare richieste telematiche di questo tipo e avere, contemporaneamente, rapporti sessuali.

Rispetto al genere, i maschi sono spesso ritratti come i richiedenti, e le ragazze come mittenti, di immagini o video in cui si mostrano le parti intime.

I risultati del presente studio sfatano questa assunzione ampiamente diffusa e mostrano che sia i ragazzi che le ragazze hanno ugualmente probabilità di partecipare al Sexting.

Il presente studio ha rivelato che la grande maggioranza degli adolescenti utilizza i propri smartphone personali, anziché i computer, per i Sext, ossia messaggi che richiedono foto sessualmente esplicite.

Nel 2015, circa il 92% degli adolescenti di età compresa tra i 15 ed i 17 anni negli stati Uniti possedeva un telefono cellulare.

Assunzione di rischi o comportamento 'normale'?

Con l'onnipresenza degli smartphone e l'aumento dell'uso digitale in tutte le categorie di età, i genitori non dovrebbero essere sorpresi dal fatto che i ragazzi siano coinvolti nel sexting con altri i propri coetanei.

I ricercatori suggeriscono che il sexting consensuale degli adolescenti possa essere una componente normale del comportamento e dello sviluppo sessuale nell'era digitale.

L'aumento della prevalenza di questo comportamento sessuale, in particolare nella gioventù più matura, corrisponde al loro crescente interesse per l'esplorazione sessuale e lo sviluppo dell'identità.

Il sexting è stato collegato anche a comportamenti impulsivi e a rischio, ma finora l'evidenza di un'associazione tra il sexting e una cattiva salute mentale come la depressione o la solitudine è debole o inesistente.

Il predittore più consistente del sexting consensuale negli adolescenti riguarda, in realtà, il voler flirtare, cioè farsi coinvolgere romanticamente da un coetaneo/a o mantenere l'intimità con il proprio partner.

Condividere senza avere il consenso

Sebbene ragazzi e ragazze pratichino il sexting in modo simile, ci sono importanti differenze nella percezione di questo comportamento tra i giovani.

Rispetto ai ragazzi, le ragazze riferiscono di provare una maggiore pressione, in quanto da una parte temono di essere duramente giudicate ed etichettate come 't**ie o pu***ne', mentre in caso contrario, come eccessivamente pudiche.

I ragazzi, d'altra parte, possono vedere il sexting come un'opportunità per mostra il loro status sociale. Questo doppio standard può creare livelli più elevati di sofferenze per le ragazze.

Nel momento in cui il giovane preme “invia”, si sta fidando del destinatario, cioè assume che il ricevente non condividerà le immagini o i video senza il loro consenso.

Il sexting può pertanto divenire un problema quando viene violato questo aspetto. In molti paesi, è illegale distribuire una foto intima senza il consenso esplicito della persona nella foto.

Ciò nonostante, la presente ricerca suggerisce che il 12,5% degli adolescenti inoltra foto intime senza il consenso del mittente.

Coercizione e “sextortion”

Considerati gli aspetti trattati sin da ora, è bene evidenziare anche le possibili sfide che possono sorgere.

Innanzitutto, molti adolescenti potrebbero rispondere alla richiesta di una foto intima da parte di un coetaneo o del partner con un'azione diretta, ossia accettando la richiesta, per soddisfare l'aspettativa dell'altro, o per adeguarsi a degli standard comportamentali che si sono diffusi tra coetanei.

Anche se probabilmente non è un'aspettativa giustificata, l'idea che “altri amici lo stanno facendo”, spinge la persona a pensare che dovrebbe farlo.

Questo aspetto è legato al senso di identità che viene a delinearsi, durante il periodo adolescenziale, quando si fa parte di un gruppo.

Adottare gli atteggiamento del gruppo genera nel singolo un senso di appartenenza e quindi di accettazione da parte degli altri.

Un secondo problema sorge quando gli adolescenti sono costretti al sexting, cioè quando le immagini o i video sono utilizzati come forma di minaccia o di ricatto. In questo contesto, sorge un altro problema, ossia quello della sicurezza digitale.

Il cervello dell'adolescente è ancora in fase di sviluppo e la loro capacità di analizzare criticamente gli strumenti digitali e le applicazioni che stanno utilizzando potrebbe non essere sufficiente per tenerli al sicuro.

Dove sono archiviate queste immagini? Chi, oltre al destinatario previsto, ha accesso alle immagini? Per quanto tempo permangono sui canali digitali? E, se cambio idea, posso riaverle?

Queste e molte altre domande non sono in prima linea nella mente degli adolescenti - né, probabilmente, sono sempre nella mente di un adulto, il 53% dei quali si impegna nel sexting - specialmente quando questi pensieri sono in competizione con l'interesse sessuale e l'intimità.

I genitori dovrebbero essere proattivi

I genitori possono informare i ragazzi attraverso delle discussioni inerenti le relazioni sane, la sicurezza digitale, la pressione da parte di amici e la sessualità.

Il consenso generale è che i genitori assumano una posizione proattiva, piuttosto che reattiva e protettiva, nel parlare con i propri figli del sexting.

Predicare l'astinenza non è efficace!

Come nel caso del sesso sicuro, imporre regole rigide non aiuta l'adolescente a comprendere i rischi ed i pericoli; solo una conversazione aperta, mirata ad informare e confrontarsi con il proprio figlio, favorisce l'instaurarsi di un clima di fiducia che porta il figlio a comprendere che può affrontare con il proprio genitore anche discorsi inerenti la sessualità.

È anche importante discutere le strategie per affrontare la pressione dei pari nell'impegnarsi nel sexting, e per discutere delle potenziali conseguenze di inviare messaggi di questo tipo.

I genitori dovrebbero enfatizzare la causa e l'effetto per gli adolescenti. Una volta che i video e le immagini sono state inviati, l'adolescente perde il controllo su chi le vede.

Il sesso ed il mondo digitale sono due argomenti che possono sopraffare i genitori, ma essendo una componente naturale dell'evoluzione di ognuno di noi, i genitori non dovrebbero viverlo come qualcosa da ignorare, bensì come qualcosa che non solo favorisce uno sviluppo sano ma che migliora il rapporto con i propri figli.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 

 

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